INDICE
— Le attività sociali della stagione 2025
— Formazione e inserimento lavorativo per under 25
Nel 2019 nasce Social Green Way Impresa Sociale S.r.l. (oggi iscritta al RUNTS) con una missione chiara: rigenerare un’area abbandonata di Milano e trasformarla in uno spazio per la sostenibilità ambientale e sociale, per l’inclusione e l’incontro tra generazioni.
Il luogo scelto unisce fragilità urbanistica e fragilità sociale. È un’area “interclusa”, rimasta senza funzione dopo la chiusura dell’ex cabina elettrica che per quarant’anni ha alimentato Milano Centrale: un triangolo urbano delimitato dai ponti ferroviari, separato fisicamente dal resto della città e a lungo abbandonato. Attraversata dal Naviglio Martesana e dalla ciclovia verso l’Adda, è un punto di connessione unico, dove convergono i binari diretti in tutte le direzioni. Una geografia di confine che diventa metafora del progetto.
Stazione Radio nasce da qui, con l’obiettivo di contrastare l’isolamento e ricostruire legami. Se uno spazio marginale può tornare a generare valore, anche le persone ai margini – anziani soli, giovani NEET, famiglie in difficoltà – possono ritrovare centralità e possibilità.
La rigenerazione fisica diventa rigenerazione delle relazioni.
Il progetto si concentra inizialmente su due target: i senior, spesso colpiti da isolamento e perdita di ruolo, e i giovani NEET, esclusi dal mercato del lavoro e privi di reti di supporto. Due solitudini diverse che vengono messe in connessione e trasformate in risorsa reciproca.
Al centro del modello vi sono due dispositivi sociali: la bicicletta e la radio.
La bicicletta favorisce mobilità, autonomia e scambio intergenerazionale: per i senior è strumento di uscita dall’isolamento, per i giovani occasione di formazione professionale legata alla manutenzione e gestione dei mezzi.
La radio, attraverso podcast e live podcast, diventa spazio di racconto, confronto e ascolto tra generazioni, culture e punti di vista diversi. Non semplici contenuti, ma luoghi sonori di relazione, dove memoria e visione di futuro si incontrano.
Il nome Stazione Radio richiama l’identità industriale del luogo e la sua funzione simbolica: uno spazio di transito, connessione e trasmissione. L’area “interclusa” si trasforma così in laboratorio di welfare dal basso, da infrastruttura tecnica abbandonata a infrastruttura sociale generativa, dove si sperimentano
Fin dall’inizio, il motore del progetto è l’impresa sociale.
Social Green Way non si limita a gestire spazi o erogare servizi, ma si pone come soggetto imprenditoriale capace di generare valore economico e sociale in modo integrato, perseguendo sostenibilità finanziaria e impatto misurabile.
Tra il 2019 e il 2020, l’impresa tesse relazioni strategiche, costruisce credibilità, sviluppa una visione condivisa con partner istituzionali di primo piano come Fondazione Ferrovie dello Stato, Fondazione MedSea e Cooperativa Solleva.
Parallelamente, avvia le prime attività editoriali sperimentali. Durante i mesi del lockdown 2020, dieci live streaming sulla pagina Facebook di Stazione Radio coinvolgono alpinisti, climatologi, atleti olimpici, esperti green, portando nelle case di migliaia di persone contenuti di qualità sui temi della sostenibilità. La community cresce fino a superare i tredicimila contatti, dimostrando che esiste un pubblico pronto a rispondere.
Il partner strategico che mette il progetto sui giusti binari è Rete Ferroviaria Italiana. Nel 2019, RFI concede in comodato d’uso gratuito l’ex sottostazione elettrica di via Tofane 45 e l’area di pertinenza, un immobile vincolato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali che rappresenta un pezzo di storia ferroviaria.
RFI sceglie di credere in un modello in cui il patrimonio pubblico dismesso non viene venduto o abbandonato ma affidato a chi può rigenerarlo con finalità sociali. Nel 2021 l’accordo si amplia: all’immobile originario si aggiungono un giardino di 1.500 metri quadrati e un vagone merci che diventerà palcoscenico all’aperto, portando l’area complessiva a circa 4.000 metri quadrati.
Questo rapporto virtuoso tra infrastruttura pubblica e impresa sociale crea un precedente significativo.
Il 18 dicembre 2020 segna una svolta istituzionale: con la Deliberazione di Giunta comunale n. 1474, il Comune di Milano riconosce formalmente Stazione Radio come Servizio di Interesse Pubblico e Generale – Servizio Culturale, individuandolo come strumento strategico per migliorare la qualità della vita nelle aree periferiche e contrastare l’esclusione sociale.
Il riconoscimento va oltre il piano simbolico. Attraverso una convenzione, l’amministrazione abilita il progetto introducendo un principio innovativo: Stazione Radio è un servizio privato di interesse pubblico, gestito da un ente del terzo settore ma riconosciuto come infrastruttura sociale funzionale agli obiettivi strategici del Comune. Si ribalta così il paradigma tradizionale: il pubblico non eroga direttamente il servizio, ma riconosce, sostiene e abilita soggetti della società civile capaci di generare valore pubblico in modo efficace e innovativo. La convenzione con il settore Cultura apre inoltre, nel 2021, a un accordo con il settore Urbanistica che consente l’avvio dei lavori di ristrutturazione dell’immobile senza oneri per l’impresa sociale.
Forte del riconoscimento istituzionale e della solidità del modello proposto, tra il 2021 e il 2024 Social Green Way si aggiudica finanziamenti a fondo perduto per complessivi ottocentomila euro, provenienti da istituzioni e fondazioni che credono nella replicabilità e nella sostenibilità del progetto. L’impatto sociale diventa investimento.
Nel 2021, Fondazione di Comunità Milano finanzia “Stazione Radio – Prima Fermata”, permettendoci di avviare le indagini tecniche, la progettazione architettonica e la produzione dei primi podcast dedicati alla storia del territorio della Martesana. Il marchio Stazione Radio viene registrato presso l’Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale, trasformando un’idea in un brand riconoscibile.
Nel 2022, i finanziamenti della Camera di Commercio di Milano Monza e Brianza (bando “Call for Solutions – Innovazioni… in volata”) e della Fondazione Peppino Vismara consentono l’acquisto dei primi mezzi per il cicloturismo inclusivo – tandem e trike reclinati a pedalata assistita – e l’avvio della formazione di dieci persone in stato di fragilità, tra cui ex detenuti del carcere minorile Beccaria, in collaborazione con Comunità Nuova Onlus. Si completano inoltre l’area esterna e la prima arcata ferroviaria destinata a ospitare la ciclofficina.
La Fondazione Banca del Monte di Lombardia, con il bando 23A, finanzia gli impianti elettrici dell’area esterna a servizio di tutte le aree (palcoscenico, giardino, area street food, ciclofficina, magazzino), rendendo lo spazio finalmente produttivo.
Il 2023 rappresenta l’anno cruciale della bonifica dell’area e dell’avvio in forma sperimentale e temporanea delle attività previste per testare la sostenibilità economica del modello.
Fondazione Cariplo, con il bando “Luoghi da rigenerare”, fornisce le risorse per stabilizzare il primo nucleo dello staff dell’impresa sociale, condizione indispensabile per garantire continuità gestionale e progettare una programmazione culturale strutturata.
Il Ministero della Cultura, attraverso il bando TOCC (Transizione ecologica organismi culturali e creativi), finanzia la realizzazione del primo studio radiofonico all’interno del vagone merci e l’acquisto delle strumentazioni per eventi e spettacoli, oltre alla produzione di podcast dedicati alla storia della Martesana che accompagnano l’esperienza di cicloturismo.
Grazie a questi fondi, nel 2023 Stazione Radio apre finalmente le porte al pubblico in forma sperimentale. L’evento inaugurale di tre giorni vede la partecipazione di oltre tremila persone. Vengono prodotti più di trenta podcast con artisti, giornalisti, esperti di sostenibilità e rappresentanti istituzionali. L’area bonificata diventa spazio vivo, teatro di incontri, laboratori, spettacoli.
Il servizio di cicloturismo lungo la Martesana prende vita: i mezzi inclusivi acquistati permettono a senior con mobilità ridotta e giovani formati di percorrere insieme itinerari di valore storico, naturalistico e architettonico, dal Villaggio Crespi patrimonio UNESCO alle centrali elettriche più antiche d’Europa, dai castelli di Cassano e Trezzo alle opere idrauliche di Leonardo.
I Fondi Europei contribuiscono ulteriormente al consolidamento dell’infrastruttura e allo sviluppo di competenze digitali attraverso la produzione di contenuti multimediali e audioguide.
Il 2024 rappresenta la verifica del modello economico. I ricavi crescono, dimostrando che l’impresa sociale può generare entrate proprie attraverso:
La prima stagione di programmazione culturale (con apertura stagionale concentrata nei mesi più favorevoli) testimonia la risposta del territorio: migliaia di visitatori, centinaia di partecipanti ai laboratori, decine di eventi realizzati.
Nell’area esterna dell’edificio (giardino e arcate ferroviarie, vagone-palco, cucina) si attivano i quattro laboratori permanenti (digitale, sartoria, ciclofficina, podcast studio) dove senior-maestri formano venti giovani e NEET all’anno, valorizzando competenze locali e creando opportunità occupazionali.
Ciò che rende Stazione Radio un modello innovativo è l’aver dimostrato che la rigenerazione urbana può essere leva di innovazione sociale quando:
Il soggetto pubblico abilita mettendo a disposizione spazi dismessi e riconoscimento istituzionale, senza assumere la gestione diretta ma creando le condizioni affinché soggetti della società civile possano operare
Il privato investe attraverso fondazioni, camere di commercio, fondi europei e ministeri che riconoscono nell’impatto sociale misurabile un valore degno di finanziamento
Il terzo settore gestisce portando competenza imprenditoriale, capacità di innovazione e radicamento territoriale
La comunità co-produce trasformandosi da semplice beneficiaria in protagonista attiva della generazione di valore economico e sociale.
L’area bonificata e rigenerata diventa così infrastruttura sociale permanente, che andrà via via articolandosi su:
Cabina piano terra (150 mq): bistrot sociale dove generazioni diverse lavorano insieme
Sala polifunzionale (150 mq): spazio che ospita laboratori, concerti e co-working
Area verde (4.000 mq): orto-giardino, spazio eventi, ciclofficina
Flotta bici: mezzi inclusivi che permettono a chiunque di scoprire il territorio.
La fase sperimentale avviata nel 2023-2024 ha dimostrato la validità del modello, e il successo della stagione 2025 lo ha confermato. Ora l’obiettivo è superare la stagionalità e aprire 365 giorni l’anno, trasformando Stazione Radio nel primo centro di comunità intergenerazionale di Milano aperto tutto l’anno.
Per raggiungere questo traguardo serve completare la bonifica e la ristrutturazione degli spazi interni, installare i sistemi di riscaldamento e climatizzazione che rendano gli ambienti fruibili tutto l’anno, consolidare ulteriormente lo staff e le partnership territoriali. Ma la direzione è tracciata: l’ex sottostazione elettrica è diventata un luogo vivo, generatore di economia, spazio dove l’isolamento degli anziani e la disoccupazione giovanile trovano risposta reciproca, e dove la fragilità diventa spunto e risorsa collettiva.
Cicloturismo inclusivo
Le attività di cicloturismo con i trike di Stazione Radio hanno trasformato la mobilità dolce in esperienze di inclusione, scoperta del territorio e autonomia personale. I trike hanno agito come strumenti di connessione e partecipazione, coinvolgendo persone di ogni età e condizione
Durante la stagione 2025, Stazione Radio ha realizzato un programma di inserimento lavorativo per giovani under 25, tra NEET e studenti al loro primo approccio al mondo del lavoro. Il progetto di job rotation ha combinato formazione tecnica certificata e esperienza pratica sul campo, offrendo non solo opportunità occupazionali, ma anche un percorso di crescita professionale e personale attraverso il coinvolgimento diretto nelle attività intergenerazionali del centro.
Tutti i giovani assunti hanno completato un ciclo di corsi obbligatori che li hanno formati sulle norme di sicurezza e fornito certificazioni riconosciute a livello nazionale. Il percorso ha incluso l’HACCP per la somministrazione di alimenti e bevande, il corso antincendio di livello 3 con prova pratica e il corso di primo soccorso, anch’esso comprensivo di esercitazioni pratiche. Queste certificazioni costituiscono un patrimonio professionale duraturo, che aumenta la loro spendibilità e preparazione nel mercato del lavoro, oltre all’esperienza acquisita a Stazione Radio.
Il percorso formativo ha incluso un laboratorio di comunicazione di 8 ore, condotto dalla prof.ssa Paola Bonini, che ha affrontato temi chiave per il lavoro contemporaneo: comunicazione interpersonale, social e gestione dei diversi contesti e pubblici. Il modulo ha fornito ai giovani strumenti pratici per relazionarsi con gli utenti del centro, collaborare efficacemente all’interno del team e orientarsi nella comunicazione digitale, competenza sempre più centrale in ogni ambito professionale.
Un elemento innovativo del programma è stato il corso pratico di public speaking e relazione con il pubblico, che ha coinvolto tutti i giovani del progetto. La formazione ha insegnato tecniche di presentazione efficace, gestione dell’ansia e comunicazione performativa, competenze sempre più richieste nel mondo del lavoro. I partecipanti hanno potuto salire sul palco di Stazione Radio per presentare le attività del centro, sperimentando responsabilità, sicurezza e adattamento alle reazioni del pubblico. Tre risorse hanno inoltre avuto l’opportunità di partecipare attivamente al lavoro di staff per la preparazione del palinsesto e la gestione operativa degli eventi, acquisendo competenze organizzative, di pianificazione strategica e di coordinamento che rappresentano un livello avanzato di responsabilità e autonomia professionale.
Un elemento distintivo del programma è stato il corso on the job di produzione artigianale di cibo, che ha coinvolto il 60% dei giovani impiegati nel progetto per l’intera durata della stagione. Affiancati da una professionista del settore, i partecipanti hanno appreso tecniche di preparazione di pasta fresca, ravioli e altri preparati artigianali, acquisendo competenze pratiche spendibili nel settore della ristorazione e della gastronomia. Questa formazione rappresenta un valore aggiunto significativo che combina sapere tradizionale e innovazione, permettendo ai giovani di sviluppare abilità manuali, creatività culinaria e comprensione dei processi di trasformazione alimentare secondo standard professionali.
Il programma ha generato un volume complessivo di circa 1.000 ore di lavoro distribuite tra 15 giovani che hanno partecipato alle attività di Stazione Radio con intensità e durate diverse, rispondendo alle esigenze operative del centro e alle proprie disponibilità personali. I percorsi individuali hanno spaziato da esperienze brevi di poche settimane fino a collaborazioni continuative di sei mesi, permettendo a ciascun partecipante di costruire un’esperienza lavorativa calibrata sulle proprie necessità formative e personali. Le mansioni svolte hanno coperto diverse aree operative del centro: dall’accoglienza del pubblico alla gestione degli eventi, dalla somministrazione al bar al supporto tecnico per concerti e podcast, dalla manutenzione degli spazi alla promozione delle attività, dalla presentazione dal palco alla pianificazione del palinsesto, offrendo così una formazione trasversale che ha permesso ai giovani di esplorare molteplici aspetti della gestione di un centro culturale e di scoprire le proprie inclinazioni professionali.
Un elemento centrale del valore formativo del programma è stato il coinvolgimento diretto dei giovani nella realizzazione dei laboratori comunitari della stagione 2025. I ragazzi hanno contribuito all’organizzazione e alla conduzione di attività intergenerazionali, dai cruciverba comunitari agli speed dating, dai laboratori di botanica urbana alle ciclofficine, dalle clean up ambientali ai mercati popolari. In questi contesti hanno sperimentato il ruolo di facilitatori e ponte tra generazioni, coordinando gruppi eterogenei, gestendo dinamiche relazionali complesse e valorizzando i saperi dei partecipanti senior. Lo scambio reciproco di conoscenze ha arricchito il loro percorso, combinando competenze tradizionali e artigianali con energia organizzativa, supporto digitale e nuove idee, trasformando la loro esperienza in un contributo concreto alla coesione sociale e alla costruzione di comunità
Il programma di job rotation di Stazione Radio ha trasformato l’impresa sociale in un laboratorio concreto di inclusione lavorativa giovanile, offrendo non solo occupazione temporanea, ma un percorso formativo strutturato che ha aumentato duramente l’occupabilità dei partecipanti. Per molti ragazzi e ragazze, l’esperienza ha rappresentato il primo contatto con il lavoro regolare, l’acquisizione delle prime certificazioni professionali e lo sviluppo di soft skills fondamentali: lavoro in team, gestione del pubblico, comunicazione efficace, public speaking, facilitazione di gruppi intergenerazionali, puntualità, responsabilità e problem solving.
I risultati occupazionali confermano l’efficacia del modello: tutti i giovani NEET coinvolti hanno trovato un’occupazione stabile. Uno dei ragazzi è stato assunto dalla stessa impresa sociale, confermando il valore del percorso di integrazione nel team e la continuità professionale. L’altro ha trovato lavoro presso un’altra realtà, dimostrando la spendibilità delle competenze acquisite, dalle certificazioni professionali alle abilità trasversali sviluppate sul campo. Entrambi hanno beneficiato di formazione certificata, accompagnamento personalizzato, coinvolgimento nelle attività intergenerazionali e esperienza pratica nelle varie funzioni operative del centro, consolidando sia competenze tecniche sia soft skills essenziali per il mondo del lavoro.Investire in formazione di qualità, esperienze progressivamente più complesse e nella dimensione intergenerazionale ha prodotto risultati tangibili in termini di crescita personale, competenze professionali e sviluppo della consapevolezza sociale. I giovani non hanno acquisito solo abilità lavorative, ma sono diventati cittadini attivi e consapevoli, capaci di contribuire al bene della comunità.
Stazione Radio si è confermata così non solo come spazio culturale e comunitario, ma anche come attore attivo nelle politiche del lavoro e nell’educazione alla cittadinanza economica.
Il modello ha creato opportunità concrete per le nuove generazioni, coniugando sostenibilità economica, missione sociale, valorizzazione del capitale umano e costruzione di ponti intergenerazionali, generando valore per giovani, senior, organizzazione e comunità e contrastando contemporaneamente isolamento degli anziani e disoccupazione giovanile.
Registrati dal vivo nel giardino ferroviario o nel vagone-studio, i live podcast di Stazione Radio sono uno spazio di approfondimento e trasformano temi complessi come povertà, sviluppo, isolamento, disabilità, crescita e lavoro in momenti di confronto e informazione, dove la divulgazione è costruzione dialogica di conoscenza.
I posdcast del 2025 sono: “Cose che accadono a Stazione Radio”, “La cura”, “Fondato sulla sabbia”, “Milano 2070” e “PoP – Podcast pubblico“.
Tra gli episodi 2025 più significativi della serie La Cura, l’incontro con Marco Girardo, direttore del quotidiano Avvenire, e i rappresentanti di Caritas Ambrosiana ha affrontato la povertà energetica, con dati, testimonianze e proposte operative. Il pubblico ha potuto intervenire con domande, arricchendo la conversazione e evidenziando come queste problematiche attraversino generazioni e contesti sociali diversi. La produzione dal vivo risponde alla vocazione più pura di Stazione Radio: rendere accessibile e condivisibile l’informazione di qualità, riducendo la distanza tra chi studia i fenomeni e chi li vive, tra esperti e cittadini, e promuovendo consapevolezza sulle trasformazioni sociali per favorire azioni concrete sul territorio.
I concerti costituiscono il fulcro della programmazione di Stazione Radio. Durante la stagione 2025 (aprile-ottobre) sono stati realizzati 80 eventi, con una partecipazione media di circa 120 persone per appuntamento, per un totale di circa 9.600 presenze.
L’offerta musicale ha spaziato dalla canzone italiana e milanese al rock, pop, blues, jazz e techno, attirando pubblici diversi per età e background culturale. La programmazione diurna e serale ha consentito agli anziani di partecipare agli eventi pomeridiani e ai più giovani di frequentare quelli serali, ampliando le opportunità di accesso e inclusione.
Tutti i concerti sono stati gratuiti, senza obbligo di consumazione, per garantire un accesso senza barriere. Gli artisti hanno collaborato al progetto su base volontaria, mentre Stazione Radio ha fornito servizio tecnico completo: fonico, impianti di amplificazione, luci, videoproiezioni e registrazione audio-video, materiali poi consegnati agli artisti come supporto per la promozione del loro lavoro.
In questo modo, la programmazione ha combinato accessibilità culturale e professionalità tecnica, offrendo al pubblico un’esperienza musicale completa e agli artisti strumenti concreti per valorizzare la propria attività.
Nel gennaio-febbraio 2023, mentre l’area di Stazione Radio era ancora un cantiere aperto, l’impresa sociale ha promosso un’attività fondamentale per il futuro del progetto: la costruzione partecipata di un network territoriale, per Stazione Radio da spazio in rigenerazione a nodo di connessione tra realtà sociali attive sulla Martesana.
Due workshop di co-design, organizzati in collaborazione con il Consorzio Poliedra del Politecnico di Milano nell’ambito del progetto “Stazione Radio – Prima Fermata”, cofinanziato da Fondazione di Comunità Milano, hanno segnato l’avvio della progettazione sociale di un network che costruisce insieme una visione condivisa di futuro.
Il primo incontro online ha rappresentato il momento della reciproca scoperta: Caritas Ambrosiana, Cooperativa ABCittà, Ecomuseo Martesana, FIAB Ciclobby, Milano Bicycle Coalition, Slow Food Condotta di Gorgonzola e Martesana, Ecomuseo Adda di Leonardo, Distretto di Economia Solidale della Brianza, Forum Terzo Settore dell’Adda Martesana, Cooperativa Aquilone, Legambiente, WWF Oasi Le Foppe e altre realtà si sono presentate reciprocamente, scoprendo spesso per la prima volta il lavoro parallelo che ciascuna stava conducendo. L’incontro ha fatto emergere le parole chiave comuni – biodiversità, mobilità sostenibile, reti, inclusione, bellezza, cittadinanza attiva, relazioni – vocabolario condiviso del network nascente.
Il secondo workshop, tenutosi in presenza presso HUG Milano, ha segnato il passaggio dalla conoscenza reciproca alla co-progettazione attiva. Utilizzando la metodologia del World Café, i partecipanti si sono divisi in tre tavoli tematici – mobilità attiva e ambiente, inclusione e crescita della comunità, turismo e cultura – per rispondere insieme alla domanda centrale: “Come noi e le nostre organizzazioni possiamo rendere la Martesana più attrattiva, inclusiva e sostenibile e attivarci insieme per progettare e realizzare iniziative comuni?”.
Dai tavoli sono emerse proposte concrete di collaborazione che hanno iniziato a disegnare la mappa operativa del network: valorizzazione dei percorsi ciclabili con eventi condivisi, formazione di guide territoriali che conoscono la storia e l’ambiente della Martesana, organizzazione di festival e rassegne culturali che coinvolgono più realtà, creazione di circuiti di economia solidale che connettono produttori locali e turismo sostenibile, manutenzione partecipata degli spazi verdi lungo il Naviglio, interventi di cittadinanza attiva per la cura del territorio e altro ancora.
Soprattutto, è emerso che Stazione Radio poteva assumere un ruolo strategico a servizio del network: uno spazio fisico dove le diverse realtà potevano incontrarsi, organizzare eventi comuni, formare i propri volontari; una piattaforma di comunicazione professionale (podcast, video, social media) utile per amplificare la visibilità delle singole iniziative territoriali; una competenza progettuale per supportare la ricerca di finanziamenti comuni; un brand riconoscibile utile a dare identità unitaria a iniziative diverse.
Il sopralluogo finale alla sede di Stazione Radio ha permesso ai partecipanti di immaginare concretamente lo spazio che avrebbero condiviso: il giardino per eventi comuni, il palcoscenico per concerti e presentazioni, i laboratori per attività formative, la ciclofficina come servizio per tutta la rete di mobilità sostenibile, lo studio podcast dove raccontare le storie del territorio.
Questa attività ha rappresentato il momento fondativo del network territoriale, trasformando la visione condivisa emersa nei workshop in collaborazioni operative.
La partnership con ABCittà ha generato uno dei primi risultati concreti: MUBIG – Museo di Greco, museo di comunità nato dal basso nel quartiere Greco di Milano. Ispirato al modello dell’Anacostia Museum di Washington, MUBIG ha superato l’idea tradizionale di museo per configurarsi come presidio sociale e culturale, in cui il patrimonio acquista valore attraverso i significati attribuiti dalla comunità. In questo contesto, Stazione Radio ha messo a disposizione le proprie competenze di produzione podcast, realizzando insieme ad anziani e giovani del quartiere una serie di audio-narrazioni che raccontano la storia di Greco attraverso le voci dei suoi abitanti. Il museo diffuso, sviluppato anche con il supporto della Pinacoteca di Brera, ha così valorizzato la memoria collettiva e attivato risorse locali, mostrando come Stazione Radio possa agire da amplificatore di processi partecipativi già in atto.
La collaborazione con Fondazione Caritas Ambrosiana, poi, si è articolata su più livelli: dalla produzione di podcast live dedicati alla povertà energetica alla co-progettazione di “Una Stazione, tante Radio”, iniziativa di inclusione culturale realizzata con ABCittà, DIESIS APS e una rete di soggetti territoriali. Il progetto ha previsto azioni di capacity building e la produzione condivisa di podcast ed eventi, coinvolgendo attivamente pubblici solitamente esclusi dall’offerta culturale tradizionale: giovani nello spettro autistico, persone in condizione di povertà, studenti e NEET under 25, abitanti ed enti del territorio.
Queste esperienze hanno contribuito a definire il modello operativo di Stazione Radio: un facilitatore e connettore che mette competenze tecniche, spazi e visibilità comunicativa al servizio di reti collaborative. Il network immaginato nei workshop del 2023 ha così preso forma come un ecosistema in cui ogni realtà mantiene la propria identità, rafforzata dalla progettazione condivisa, dimostrando che la rigenerazione urbana e sociale nasce dal lavoro collettivo e dalla convergenza di visione, valori e metodo.
Vogliamo continuare a essere un luogo in movimento lungo binari in cui cultura, lavoro e comunità si intrecciano, dimostrando che una rigenerazione urbana sostenibile nasce da processi condivisi, accessibili e capaci di produrre valore duraturo per Milano, il territorio della Martesana e il pianeta.