Welfare generativo e comunità intergenerazionale

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1) Il Progetto: rigenerare connettendo generazioni, storie e territori

Nel 2019 nasce Social Green Way Impresa Sociale S.r.l., oggi iscritta al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), con una missione chiara fin dall’origine: recuperare un’area abbandonata della città di Milano trasformandola in luogo di promozione della sostenibilità ambientale e sociale, di inclusione e incontro tra generazioni. Il luogo scelto non è casuale, ma risponde a una corrispondenza strategica tra fragilità urbana e fragilità sociale: un’area tecnicamente definita interclusa – senza funzione dopo la chiusura dell’ex cabina elettrica che per quarant’anni ha alimentato i treni in ingresso e uscita dalla stazione di Milano Centrale – e un triangolo di città delimitato da ponti ferroviari, fisicamente separato dal resto dell’area urbana, per molto tempo abbandonato e degradato. Attraversato dal Naviglio Martesana e dalla ciclovia che corre lungo le sue alzaie fino al fiume Adda, da questo spazio unico si possono vedere tutti i treni che partono o passano per Milano: è l’unico luogo dove i binari che vanno in tutte le direzioni – nord, sud, est, ovest – si incontrano. Una geografia fisica che diventa metafora perfetta del progetto sociale: uno spazio di confine, di passaggio, di connessione tra direzioni diverse. Il progetto parte consapevolmente da un territorio fragile – isolato, abbandonato, dimenticato – per dare risposta a una fragilità sociale altrettanto urgente: quella che nasce dall’isolamento e dalla solitudine. La scelta di rigenerare proprio quest’area interclusa non è solo urbanistica ma profondamente simbolica: se un luogo fisicamente separato e degradato può tornare a essere generatore di comunità e valore, allora anche le persone isolate – gli anziani soli, i giovani senza prospettive – possono ritrovare centralità, ruolo sociale, dignità. La rigenerazione dello spazio diventa leva per la rigenerazione delle relazioni, lo spazio abbandonato che ritrova funzione diventa modello per le persone emarginate che ritrovano senso. Il progetto si concentra inizialmente su due target apparentemente distanti ma accomunati dalla stessa condizione di fragilità generata dall’isolamento: i senior che vivono l’esclusione sociale dell’invecchiamento, la perdita di ruolo dopo la vita lavorativa, la progressiva riduzione di mobilità e relazioni; e i giovani NEET (Not in Education, Employment or Training) che sperimentano l’esclusione dal mercato del lavoro, l’assenza di prospettive, la mancanza di competenze riconosciute e di reti sociali di supporto. Due solitudini diverse – quella di chi ha perso un ruolo e quella di chi non riesce a trovarne uno – che il progetto mette in connessione trasformando l’isolamento in risorsa reciproca.

L’intuizione strategica alla base del progetto si articola su due dispositivi sociali complementari che combattono concretamente l’isolamento: la bicicletta e la radio. La bicicletta diventa punto di incontro e ingaggio tra le due comunità isolate. Da un lato i senior, spesso con mobilità ridotta che li confina progressivamente in casa, attratti dalla possibilità di tornare a muoversi autonomamente, di uscire dall’isolamento domestico, di riscoprire il territorio grazie ai mezzi a pedalata assistita appositamente pensati per loro. Dall’altro i giovani NEET, isolati dalla mancanza di opportunità formative e lavorative, affascinati dalla tecnologia innovativa del parco mezzi proposto e dalla possibilità di acquisire competenze concrete nella manutenzione e gestione di questi strumenti, competenze spendibili nel mercato del lavoro. La bicicletta diventa così non solo mezzo di trasporto per scoprire il territorio, ma dispositivo sociale che spezza l’isolamento attraverso il movimento condiviso, la relazione fisica, lo scambio intergenerazionale nello spazio pubblico.

La radio – declinata contemporaneamente come produzione di live podcast – si configura come secondo dispositivo fondamentale per contrastare la solitudine: strumento di racconto del territorio, di dibattito tra generazioni e persone di diverse culture e posizioni politiche che si incontrano in questa cornice unica. Mentre la bicicletta connette le persone attraverso il movimento nello spazio fisico strappandole all’isolamento domestico, la radio le connette attraverso il dialogo, l’ascolto reciproco, la circolazione di storie e idee, restituendo voce a chi non si sente ascoltato. I podcast prodotti a Stazione Radio non sono semplici contenuti culturali, ma spazi di incontro sonoro dove anziani ritrovano il valore della propria esperienza raccontandola, dove giovani scoprono di avere qualcosa da dire e qualcuno disposto ad ascoltarli, dove posizioni politiche diverse si confrontano senza aggressività, dove la diversità culturale diventa ricchezza narrativa, dove la memoria del territorio incontra la visione di futuro, dove la solitudine si trasforma in dialogo.

Il progetto prende il nome di Stazione Radio: un richiamo all’identità ferroviaria del luogo – quella cabina elettrica che alimentava i treni, quei binari che si incontrano in tutte le direzioni – ma anche metafora di uno spazio che trasmette, connette, fa circolare storie e persone lungo i binari reali e simbolici del territorio della Martesana. Come una stazione ferroviaria è luogo di partenze e arrivi, di incontri fugaci e permanenze temporanee, di persone che vengono da direzioni diverse e proseguono verso destinazioni differenti, così Stazione Radio si configura come spazio di transito e di sosta, dove generazioni, culture, competenze, visioni – tutte inizialmente isolate nelle proprie solitudini – si incrociano, dialogano, generano valore condiviso prima di proseguire il proprio percorso arricchite dall’incontro.

L’area interclusa – quel triangolo urbano fisicamente separato, abbandonato, degradato, ma attraversato da flussi di mobilità dolce e da treni che corrono verso ogni direzione – diventa così il luogo perfetto per sperimentare un nuovo modello di welfare che parte dalla fragilità per generare forza: uno spazio di confine che diventa centro, un luogo dimenticato che diventa generatore di comunità, un’ex infrastruttura tecnica che si trasforma in infrastruttura sociale, dove la pedalata assistita e il microfono del podcast sono gli strumenti attraverso cui senior isolati e giovani senza opportunità scoprono di poter essere risorsa reciproca, dove il movimento lungo le alzaie e la circolazione di voci e storie rigenerano contemporaneamente lo spazio fisico degradato e il tessuto relazionale lacerato dall’isolamento, dimostrando che la rigenerazione urbana di un’area fragile può diventare leva per rispondere alla fragilità sociale, trasformando l’abbandono in opportunità, la solitudine in comunità, l’esclusione in protagonismo condiviso.

2) Il motore: l’impresa sociale come attore di trasformazione

Fin dall’inizio, il motore del progetto è l’impresa sociale: Social Green Way non si limita a gestire spazi o erogare servizi, ma si pone come soggetto imprenditoriale capace di generare valore economico e sociale in modo integrato, perseguendo sostenibilità finanziaria e impatto misurabile.

Tra il 2019 e il 2020, l’impresa tesse relazioni strategiche, costruisce credibilità, sviluppa una visione condivisa con partner istituzionali di primo piano: Fondazione Ferrovie dello Stato, Fondazione Triennale Milano, Fondazione MedSea, Cooperativa Solleva. Parallelamente, avvia le prime attività editoriali sperimentali. Durante i mesi del lockdown 2020, dieci live streaming sulla pagina Facebook di Stazione Radio coinvolgono alpinisti, climatologi, atleti olimpici, esperti di sostenibilità, portando nelle case di migliaia di persone contenuti di qualità sui temi della sostenibilità ambientale e sociale. La community cresce fino a superare i tredicimila contatti, dimostrando che esiste un pubblico pronto a rispondere.

3) I binari giusti: il ruolo strategico di RFI

Il partner strategico che mette il progetto sui giusti binari è Rete Ferroviaria Italiana. Nel 2019, RFI concede in comodato d’uso gratuito l’ex sottostazione elettrica di via Tofane 53 e l’area di pertinenza, un immobile vincolato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali che rappresenta un pezzo di storia ferroviaria milanese.

Non si tratta solo di mettere a disposizione uno spazio: RFI sceglie di credere in un modello in cui il patrimonio pubblico dismesso non viene venduto o abbandonato, ma affidato a chi può rigenerarlo con finalità sociali. Nel 2021, l’accordo si amplia ulteriormente: all’immobile originario si aggiungono un giardino di 1.500 metri quadrati e un vagone merci che diventerà palcoscenico all’aperto, portando l’area complessiva a circa 4.000 metri quadrati.

Questo rapporto virtuoso tra infrastruttura pubblica e impresa sociale crea un precedente significativo: il patrimonio ferroviario dismesso può diventare risorsa per le comunità locali, generando rigenerazione urbana e coesione sociale.

4) L’abilitazione istituzionale: il comune di Milano riconosce il valore pubblico

Il 18 dicembre 2020 rappresenta il momento di svolta istituzionale: con Deliberazione di Giunta comunale n. 1474, il progetto Stazione Radio viene formalmente riconosciuto dal Comune di Milano come Servizio di Interesse Pubblico e Generale – Servizio Culturale, strumento strategico per migliorare la qualità della vita nei quartieri periferici e arginare fenomeni di esclusione sociale.

Questo riconoscimento non è solo simbolico: il pubblico abilita il progetto attraverso una convenzione che sancisce un principio innovativo. Stazione Radio diventa un servizio privato di interesse pubblico: gestito da un soggetto del terzo settore ma riconosciuto come infrastruttura sociale necessaria al perseguimento degli obiettivi strategici dell’amministrazione comunale.

Si ribalta così il paradigma tradizionale: non è il pubblico che eroga direttamente il servizio, ma che riconosce, sostiene e abilita soggetti della società civile capaci di produrre valore pubblico in modo innovativo ed efficiente. La convenzione con il settore cultura del Comune apre inoltre la strada, nel 2021, a un accordo con il settore urbanistica che consente di avviare i lavori di ristrutturazione dell’immobile senza oneri per l’impresa sociale.

5) I fondi per la rigenerazione: quando l’impatto sociale diventa investimento

Forte del riconoscimento istituzionale e della solidità del modello proposto, tra il 2021 e il 2024 Social Green Way si aggiudica finanziamenti a fondo perduto per complessivi ottocentomila euro, provenienti da istituzioni e fondazioni che credono nella replicabilità e nella sostenibilità del progetto.

 

2021-2022: porre le fondamenta

 

Nel 2021, Fondazione di Comunità Milano finanzia “Stazione Radio Prima Fermata”, permettendo di avviare le indagini tecniche, la progettazione architettonica e la produzione dei primi podcast dedicati alla storia del territorio della Martesana. Il marchio Stazione Radio viene registrato presso l’Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale, trasformando un’idea in un brand riconoscibile.

Nel 2022, i finanziamenti della Camera di Commercio di Milano Monza e Brianza (bando “Call for Solutions – Innovazioni… in volata”) e della Fondazione Peppino Vismara consentono l’acquisto dei primi mezzi per il cicloturismo inclusivo – tandem e trike reclinati a pedalata assistita – e l’avvio della formazione di dieci persone in stato di fragilità, tra cui ex detenuti del carcere minorile Beccaria, in collaborazione con Comunità Nuova Onlus. Si completa inoltre l’area esterna e la prima arcata ferroviaria destinata a ospitare la ciclofficina.

La Fondazione Banca del Monte di Lombardia, con il bando 23A, finanzia gli impianti elettrici dell’area esterna dell’ex cabina elettrica a servizio di tutte le aree (palcoscenico, giardino, area street food, ciclofficina, magazzino), rendendo lo spazio finalmente produttivo.

 

2023: L’anno della bonifica e dell’apertura sperimentale

 

Il 2023 rappresenta l’anno cruciale della bonifica dell’area e dell’avvio in forma sperimentale e temporanea delle attività previste per testare la sostenibilità economica del modello.

Fondazione Cariplo, con il bando “Luoghi da rigenerare”, fornisce le risorse per stabilizzare il primo nucleo dello staff dell’impresa sociale, condizione indispensabile per garantire continuità gestionale e progettare una programmazione culturale strutturata.

Il Ministero della Cultura, attraverso il bando TOCC (Transizione ecologica organismi culturali e creativi), finanzia la realizzazione del primo studio radiofonico all’interno del vagone merci e l’acquisto delle strumentazioni per eventi e spettacoli, oltre alla produzione di podcast dedicati alla storia della Martesana che accompagnano l’esperienza di cicloturismo.

Grazie a questi fondi, nel 2023 Stazione Radio apre finalmente le porte al pubblico in forma sperimentale. L’evento inaugurale di tre giorni vede la partecipazione di oltre tremila persone. Vengono prodotti più di trenta podcast con artisti, giornalisti, esperti di sostenibilità e rappresentanti istituzionali. L’area bonificata diventa spazio vivo, teatro di incontri, laboratori, spettacoli.

Il servizio di cicloturismo sulle orme di Leonardo lungo la Martesana prende vita: i mezzi inclusivi acquistati permettono a senior con mobilità ridotta e giovani formati di percorrere insieme itinerari di valore storico, naturalistico e architettonico, dal Villaggio Crespi patrimonio UNESCO alle centrali elettriche più antiche d’Europa, dai castelli di Cassano e Trezzo alle opere di Leonardo.

I Fondi Europei contribuiscono ulteriormente al consolidamento dell’infrastruttura e allo sviluppo di competenze digitali attraverso la produzione di contenuti multimediali e audioguide.

 

2024: la prova della sostenibilità economica

 

Il 2024 rappresenta la verifica sperimentale del modello economico. I ricavi crescono dimostrando che l’impresa sociale può generare entrate proprie attraverso:

• Il bistrot sociale co-gestito da senior-chef e giovani in formazione HACCP

• Il cicloturismo inclusivo con tour guidati su mezzi speciali

• I servizi B2B come produzione di podcast aziendali

• Una campagna di crowdfunding che coinvolge la comunità non solo come beneficiaria ma come co-investitrice

La prima stagione di programmazione culturale temporanea (con apertura stagionale concentrata nei mesi più favorevoli) testimonia la risposta del territorio: migliaia di visitatori, centinaia di partecipanti ai laboratori, decine di eventi realizzati.

Nell’area esterna dell’edificio (giardino e arcate ferroviarie, vagone-palco, cucina) si attivano i quattro laboratori permanenti (digitale, sartoria, ciclofficina, podcast studio) dove senior-maestri formano venti giovani e NEET all’anno, valorizzando competenze artigianali e creando opportunità occupazionali concrete.

6) Il modello Stazione Radio: rigenerazione che genera welfare

Ciò che rende Stazione Radio un modello innovativo è l’aver dimostrato che la rigenerazione urbana può essere leva di innovazione sociale quando:

1 – Il pubblico abilita mettendo a disposizione spazi dismessi e riconoscimento istituzionale, senza assumere la gestione diretta ma creando le condizioni affinché soggetti della società civile possano operare

2 – Il privato investe attraverso fondazioni, camere di commercio, fondi europei e ministeri che riconoscono nell’impatto sociale misurabile un valore degno di finanziamento

3 – Il terzo settore gestisce portando competenza imprenditoriale, capacità di innovazione e radicamento comunitario

4 – La comunità co-produce trasformandosi da semplice beneficiaria in protagonista attiva della generazione di valore economico e sociale

L’area bonificata e rigenerata diventa così infrastruttura sociale permanente articolata su:

Piano terra (150 mq): bistrot sociale dove generazioni lavorano insieme

Piano primo (150 mq): laboratori dove senior formano giovani in competenze concrete

Area verde (4.000 mq): orto-giardino, spazio eventi, ciclofficina

Parco mezzi: biciclette inclusive che permettono a tutti di scoprire il territorio

7) Uno sguardo al futuro: dalla sperimentazione alla permanenza

La fase sperimentale e temporanea avviata nel 2023-2024 ha dimostrato la validità del modello. Ora l’obiettivo è superare la stagionalità per aprire 365 giorni l’anno, trasformando Stazione Radio nel primo centro di comunità intergenerazionale permanente di Milano.

Per raggiungere questo traguardo serve completare la bonifica e la ristrutturazione degli spazi interni, installare i sistemi di riscaldamento e climatizzazione che rendano gli ambienti fruibili tutto l’anno, consolidare ulteriormente lo staff e le partnership territoriali.

Ma la direzione è tracciata: un’ex sottostazione elettrica abbandonata è diventata luogo vivo, generatore di economia sociale, spazio dove l’isolamento degli anziani e la disoccupazione giovanile trovano risposta reciproca, dove la fragilità diventa risorsa collettiva.

Stazione Radio: dove la rigenerazione urbana incontra l’innovazione sociale, dove i binari del passato guidano verso un futuro più inclusivo, dove la bicicletta connette generazioni e territori, dove l’impresa sociale dimostra che welfare generativo e sostenibilità economica possono viaggiare insieme.

Le attività sociali di Stazione Radio

8) Atelier

 

Il laboratorio è stato condotto da un gruppo di utenti senior coinvolte attraverso gli under 25 per realizzare laboratori legati al tema del riuso degli abiti. Il gruppo informale composto da signore over 65 aveva precedentemente svolto attività all’interno di un parco pubblico del quartiere. Gli realizzati nell’area giardino di Stazione Radio hanno offerto uno spazio accogliente e creativo dove imparare e praticare tecniche di cucito a mano, rammendo, lavoro a maglia, uncinetto e uso della macchina da cucire. L’attività ha favorito l’incontro tra generazioni, la trasmissione di saperi artigianali e la socialità attorno al fare con le mani. La gratuità e l’atmosfera conviviale hanno reso il laboratorio un momento di comunità e scambio, valorizzando il patrimonio di competenze artigianali.

9) Laboratorio di botanica urbana

 

Il laboratorio di botanica urbana rappresenta un’esperienza di educazione ambientale partecipata che ha trasformato Stazione Radio in un punto di riferimento per la cultura botanica e la cura del verde urbano. Gestito con il supporto di Gian Marco Mapelli (@amicodellepiante), educatore ambientale, consulente e divulgatore con formazione in Scienze e tecnologie agrarie e forestali, il percorso si è articolato in incontri mensili da aprile a ottobre, creando un appuntamento fisso per gli appassionati di natura. Gli incontri hanno generato uno spazio intergenerazionale autentico dove persone dai 18 ai 70 anni si sono ritrovate attorno alla cura del verde, sviluppando competenze pratiche di propagazione e moltiplicazione delle piante attraverso un approccio hands-on e collaborativo. La scelta di offrire il laboratorio gratuitamente ha permesso l’accesso a una platea ampia e diversificata, rendendo la conoscenza botanica un patrimonio condiviso della comunità. Ogni appuntamento ha funzionato come momento di aggregazione e scambio di saperi orizzontali, dove l’esperto e i partecipanti hanno costruito relazioni significative oltre che competenze tecniche, in un clima di mutuo apprendimento e rispetto per i tempi naturali. L’impatto sociale del laboratorio si misura nella creazione di una vera comunità di pratiche attorno alla natura urbana, nella democratizzazione del sapere ambientale e nella valorizzazione del Giardino Ferroviario come bene comune da conoscere, 14curare e preservare collettivamente, contribuendo così alla sensibilizzazione ecologica del quartiere e al rafforzamento del legame tra le persone e il loro ambiente di vita.

10) Cruciverba comunitari

 

I laboratori di cruciverba rappresentano uno degli appuntamenti più attesi della programmazione di Stazione Radio, capaci di trasformare un passatempo individuale in un’esperienza collettiva di socializzazione e divertimento. Durante la stagione 2025 sono stati organizzati 6 incontri che hanno registrato una partecipazione media di 80 persone per un totale di circa 500 partecipanti. L’attività si svolge sia in modalità individuale che a squadre, articolandosi su più round consecutivi che mantengono alta l’attenzione e la competizione amichevole tra i partecipanti. La proposta si è arricchita nel tempo con cruciverba tematici, come quello dedicato alla cultura LGBT, quello dedicato al tema del lavoro giovanile, che permettono di coniugare l’intrattenimento con la sensibilizzazione su temi sociali rilevanti. Questi laboratori, coordinati dallo staff di Stazione Radio, dimostrano come attività apparentemente semplici possano diventare potenti strumenti di inclusione, aggregazione intergenerazionale e creazione di comunità, in linea con la vocazione del centro di essere spazio aperto e accogliente per tutti.

11) Mercato popolare

 

Il mercato popolare di Stazione Radio rappresenta una delle iniziative più partecipate del palinsesto della stagione 2025, capace di trasformare il Giardino Ferroviario in un vivace punto d’incontro tra creatività artigianale e comunità locale. Alla sua prima edizione, il mercatino ha accolto 35 espositori hobbisti selezionati tra numerose candidature, che hanno presentato le proprie creazioni handmade: oggetti d’arredo, abiti vintage, prodotti per il corpo e vestiti artigianali. L’evento ha registrato una straordinaria affluenza di circa 600 visitatori, con una partecipazione trasversale che ha coinvolto persone dai 10 ai 70 anni, confermando la capacità del centro di creare occasioni inclusive e intergenerazionali. L’accesso gratuito ha favorito la massima partecipazione, mentre l’ambientazione nel verde del giardino ha creato un’atmosfera accogliente e rilassata, ideale per passeggiare tra le bancarelle e scoprire le produzioni locali. Il successo di questa prima edizione è stato particolarmente gratificante per il team organizzativo, dimostrando come Stazione Radio possa fungere da catalizzatore per l’economia creativa del territorio e da piattaforma per valorizzare i talenti artigianali della comunità. L’iniziativa ha inoltre rafforzato il legame tra il centro e il quartiere, offrendo uno spazio di espressione agli hobbisti locali e un’opportunità di consumo consapevole ai visitatori, in linea con i valori di sostenibilità e supporto alle economie di prossimità che caratterizzano la missione di Stazione Radio.

12) Speed day easy: speed dating comunitario

 

I laboratori di cruciverba rappresentano uno degli appuntamenti più attesi. Lo speed dating di Stazione Radio reinterpreta in chiave sociale e inclusiva il classico format degli incontri veloci, trasformandolo in uno strumento di coesione comunitaria e dialogo intergenerazionale. L’iniziativa si propone come un invito a conoscersi senza pretese né aspettative precostituite, semplicemente per il gusto di fare due chiacchiere, condividere un momento e, eventualmente, proseguire la serata insieme con una cena. A differenza degli speed dating tradizionali, questo laboratorio è aperto a persone di qualsiasi orientamento, genere ed età, creando un ambiente accogliente dove l’incontro umano viene prima di ogni altra considerazione. Il risultato è stato di grande partecipazione e apprezzamento, con un’affluenza che ha superato le aspettative e, soprattutto, ha favorito l’incontro tra giovani e anziani del quartiere, abbattendo le barriere generazionali che spesso limitano le relazioni di prossimità. L’evento ha dimostrato come Stazione Radio sappia innovare i format esistenti per rispondere ai bisogni di socialità del territorio, creando spazi sicuri dove la diversità diventa ricchezza e ogni persona può sentirsi libera di essere sé stessa, contribuendo attivamente alla costruzione di una comunità più coesa, aperta e solidale. L’ultimo incontro della stagione 2025 si è concluso con un live podcast dedicato al tema degli incontri, della relazione e dell’affettività realizzato in collaborazione con quattro psicoterapeute che hanno interagito con i partecipanti dello speed date.

13) Ciclofficina Massa Marmocchi

 

La Ciclofficina Massa Marmocchi ha rappresentato uno degli appuntamenti centrali di un weekend tematico interamente dedicato alla bicicletta, che ha visto Stazione Radio trasformarsi in un polo di celebrazione della mobilità sostenibile attraverso concerti, live podcast e laboratori pratici. Massa Marmocchi, associazione di volontari impegnata nell’accompagnamento sicuro dei bambini e ragazzi milanesi verso le scuole, ha portato al centro la propria esperienza e i valori di una pratica collettiva, sostenibile e salutare che contrasta la velocità crescente della città. L’incontro ha trasformato lo spazio in una ciclofficina aperta e accessibile, dove chiunque avesse bisogno di una mano per sistemare il proprio mezzo ha trovato supporto tecnico e umano da parte dei volontari esperti. L’obiettivo del laboratorio è stato duplice: da un lato offrire un servizio di riparazione immediato, dall’altro trasmettere competenze pratiche affinché i partecipanti potessero imparare a svolgere in autonomia la manutenzione della propria bicicletta e viaggiare sempre in sicurezza. Questo approccio pedagogico ha trasformato il semplice intervento tecnico in un momento di empowerment personale e condivisione di saperi, dove l’apprendimento è avvenuto attraverso il fare e l’osservare. L’iniziativa si è inserita perfettamente nella programmazione del weekend e nella vocazione di Stazione Radio come hub di sostenibilità e mobilità dolce, rafforzando il legame con il territorio attraverso la collaborazione con realtà associative che condividono valori di inclusione, sicurezza e tutela ambientale, e contribuendo concretamente alla diffusione di una cultura della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano accessibile, ecologico e adatto a tutte le generazioni.

14) Laboratorio di Scrittura con Callipoem

 

Il laboratorio di scrittura con Callipoem ha rappresentato un’occasione preziosa per avvicinare la comunità dell’arte alla parola scritta, offrendo uno spazio di espressione creativa e scoperta del proprio potenziale narrativo. L’incontro, condotto in collaborazione con Callipoem, realtà specializzata nella promozione della cultura letteraria e poetica, ha accolto 20 partecipanti di età compresa tra i 18 e i 70 anni, confermando ancora una volta la capacità di Stazione Radio di creare momenti intergenerazionali di apprendimento e condivisione. Il laboratorio ha guidato i partecipanti attraverso tecniche di scrittura creativa, permettendo a ciascuno di esplorare la propria voce autoriale in un ambiente protetto e stimolante, dove il giudizio lascia spazio all’ascolto reciproco e alla sperimentazione. La gratuità dell’iniziativa ha garantito l’accessibilità a una platea diversificata, democratizzando l’accesso a competenze spesso percepite come riservate a pochi, e trasformando la scrittura in un’esperienza collettiva piuttosto che in un atto solitario. L’incontro ha funzionato come catalizzatore di emozioni e racconti personali, permettendo ai partecipanti di confrontarsi con le proprie storie e di scoprire come la scrittura possa diventare strumento di consapevolezza, elaborazione e connessione con gli altri. L’iniziativa si inserisce nella missione culturale di Stazione Radio di valorizzare le arti in tutte le loro forme, offrendo al quartiere opportunità di crescita personale e arricchimento culturale che contribuiscono alla costruzione di una comunità più consapevole, espressiva e capace di dare voce alle proprie esperienze attraverso la bellezza delle parole.

15) Clean up sulla Martesana

 

La Clean up sulla Martesana rappresenta un’iniziativa di cittadinanza attiva e cura ambientale che ha visto Stazione Radio collaborare con Surf in Town, associazione impegnata nella promozione dello sport, del benessere, dell’aggregazione sociale e della tutela dell’ambiente. L’evento, svoltosi in aprile lungo il Naviglio Martesana, ha coinvolto circa 20 partecipanti di età compresa tra i 18 e i 70 anni in un’azione collettiva di pulizia e riqualificazione di uno spazio pubblico caro alla comunità locale. L’iniziativa si è configurata come un’occasione concreta per prendersi cura dello spazio che viviamo quotidianamente, trasformando il gesto di raccogliere rifiuti in un momento di riflessione sul nostro rapporto con l’ambiente urbano e sulla responsabilità condivisa verso i beni comuni. Chiunque lo desiderasse ha potuto contribuire attivamente al miglioramento del proprio territorio. Inoltre, l’aspetto intergenerazionale dell’evento ha favorito lo scambio tra giovani e adulti accomunati dalla stessa sensibilità ecologica, creando un clima di collaborazione e mutuo rispetto che ha reso l’esperienza non solo utile ma anche socialmente arricchente. La partnership con Surf in Town ha rafforzato la rete di alleanze territoriali di Stazione Radio con realtà che condividono valori di sostenibilità e comunità, dimostrando come la collaborazione tra diverse organizzazioni possa moltiplicare l’impatto delle singole azioni e raggiungere pubblici più ampi e diversificati, contribuendo così alla costruzione di una cultura ambientale diffusa e di pratiche di cura collettiva del territorio.

16) Book knit club

 

Il Book knit club rappresenta uno spazio di lettura condivisa e conversazione letterari che ha trovato casa a Stazione Radio, configurandosi come un format versatile e partecipativo destinato a ripetersi nel tempo con autori e temi scelti dalla comunità. L’edizione 2025, guidata da Ilaria Bartolozzi (@ilariabartolozzi), è stata interamente dedicata a Jane Austen, trasformando la passione per la celebre autrice inglese in un’occasione di incontro e dialogo culturale che ha dimostrato il potenziale di questa formula. Gli incontri ospitati nel centro sono diventati momenti di confronto e riflessione letteraria dove i partecipanti si sono ritrovati per leggere, commentare e dialogare sui temi, i personaggi e la sorprendente attualità delle opere austeniane, esplorando questioni universali legate alle relazioni umane, alle convenzioni sociali e alla ricerca di autenticità. Il club unisce l’amore per la letteratura di qualità alla dimensione relazionale e comunitaria, creando una piccola comunità di lettori che condividono il piacere della lettura come esperienza culturale e sociale capace di arricchire la vita individuale e collettiva. L’iniziativa valorizza la lettura come pratica lenta e riflessiva in contrapposizione alla velocità del consumo culturale contemporaneo, offrendo uno spazio protetto dove prendersi il tempo necessario per approfondire, discutere e lasciarsi trasformare dalle storie. Il successo di questa prima edizione austeniana apre la strada a future stagioni del book knit club, dove saranno i partecipanti stessi a proporre e scegliere collettivamente gli autori da esplorare, rendendo il laboratorio uno strumento democratico di educazione letteraria continua e di costruzione di una comunità di lettori sempre più coesa, curiosa e capace di individuare nelle grandi opere del passato e del presente le chiavi per comprendere meglio se stessi e il mondo contemporaneo.

17) Cicloturismo inclusivo

 

Le attività di cicloturismo con i trike di Stazione Radio rappresentano un’innovativa declinazione della mobilità dolce come strumento multifunzionale di inclusione sociale, scoperta del territorio e promozione dell’autonomia personale, articolandosi in diverse tipologie di utilizzo che rispondono a bisogni specifici della comunità.

Team building e socializzazione interna

I trike si configurano innanzitutto come mezzo di coesione e socializzazione interna, come dimostrato dalla gita di una giornata fino alle rive dell’Adda con 9 neoassunti del centro, momento prezioso di familiarizzazione con uno strumento distintivo del progetto e di rafforzamento delle relazioni tra colleghi attraverso l’esperienza condivisa del viaggio lento.

Cicloturismo di medio-lungo raggio Una seconda modalità riguarda le uscite di medio-lungo raggio con piccoli gruppi: 4 utenti, accompagnati da Umberto Marzo Magno, hanno percorso l’intera ciclabile della Martesana, sperimentando le potenzialità del mezzo su distanze significative e godendo del paesaggio fluviale in un’esperienza di turismo di prossimità accessibile e sostenibile.

Attività promozionale e sensibilizzazione

Il Festival della Bicicletta ha messo in luce la funzione promozionale e di 24sensibilizzazione dei trike: messi a disposizione gratuitamente per brevi giri di 30 minuti tra Stazione Radio e l’Anfiteatro della Martesana, hanno permesso a 24 persone curiose di testare per la prima volta questi particolari velocipedi in tre turni da 8 utenti ciascuno, abbattendo le barriere psicologiche legate alla mobilità ciclistica e aprendo possibilità nuove soprattutto per i senior che spesso rinunciano alla bicicletta tradizionale per questioni di equilibrio e sicurezza.

Inclusione per persone neurodivergenti

La collaborazione con l’associazione Diesis ha rivelato una dimensione inclusiva fondamentale: 6 persone neurodivergenti in età adulta hanno percorso per poco più di un’ora la ciclabile della Martesana, scoprendo un mezzo nuovo, comodo, sicuro e perfettamente adatto alle loro esigenze specifiche di mobilità, acquisendo maggiore autonomia e responsabilità attraverso uno strumento che riduce le barriere alla mobilità ciclistica tradizionale.

Valore inclusivo complessivo

I trike dimostrano così il loro straordinario valore inclusivo nelle sue molteplici declinazioni: per i senior che ritrovano la libertà di movimento su due ruote senza rinunciare alla stabilità; per le persone con disabilità o neurodivergenze che acquisiscono maggiore autonomia; per chi vuole riscoprire il territorio in modo lento e sostenibile; e per tutta la comunità come simbolo concreto di come la tecnologia appropriata e il design universale possano abbattere barriere, moltiplicare possibilità e costruire una città davvero per tutti

18) Attività di formazione e inserimento lavorativo

Il programma di job rotation per giovani NEET

Stazione Radio ha sviluppato durante la stagione 2025 un articolato programma di inserimento lavorativo rivolto a ragazzi e ragazze under 25, selezionati tra NEET e studenti che si affacciano al mondo del lavoro per la prima volta. Il progetto si configura come un’esperienza formativa completa che coniuga l’acquisizione di competenze tecniche certificate con l’apprendimento sul campo in un contesto lavorativo reale, offrendo ai giovani partecipanti non solo un’opportunità occupazionale ma un vero e proprio percorso di crescita professionale e personale attraverso il coinvolgimento attivo nella realizzazione delle attività intergenerazionali del centro.

Formazione obbligatoria e certificazioni professionali

Tutti i giovani assunti hanno partecipato a un ciclo completo di corsi obbligatori che garantiscono le certificazioni necessarie per operare in sicurezza e nel rispetto delle normative di settore. Il percorso formativo ha incluso il corso per Operatore del settore alimentare – addetto HACCP della durata di 4 ore, fondamentale per chi lavora nella somministrazione di alimenti e bevande; l’Attestato di idoneità tecnica per l’espletamento dell’incarico di “addetto antincendio” di livello 3, della durata di 16 ore comprensive di prova pratica, che abilita alla gestione delle emergenze; e il Corso di primo soccorso della durata di 12 ore, anch’esso comprensivo di prova pratica, essenziale per garantire la sicurezza di operatori e utenti del centro. Queste certificazioni, riconosciute a livello nazionale, rappresentano un patrimonio professionale che i giovani portano con sé oltre l’esperienza a Stazione Radio, aumentando significativamente la loro spendibilità nel mercato del lavoro.

Laboratorio di comunicazione efficace

Il percorso formativo si è arricchito di un laboratorio di comunicazione tenuto dalla professoressa Paola Bonini, della durata di 8 ore, che ha affrontato temi cruciali per il lavoro contemporaneo: dalla comunicazione efficace interpersonale alla comunicazione social, esplorando i molteplici aspetti che accompagnano la costruzione di messaggi chiari, inclusivi e adeguati ai diversi contesti e pubblici. Questo modulo ha fornito ai giovani strumenti pratici per gestire le relazioni con gli utenti del centro, comunicare efficacemente all’interno del team e comprendere le dinamiche della comunicazione digitale, sempre più rilevante in ogni ambito professionale.

Formazione al public speaking e presentazione dal palco

Un elemento innovativo del programma è stato il corso pratico di avvicinamento alla relazione con il pubblico e al public speaking, a cui hanno partecipato tutti i giovani coinvolti nel progetto. Questa formazione esperienziale ha permesso ai partecipanti di apprendere tecniche di presentazione efficace, gestione dell’ansia da palcoscenico e comunicazione performativa, competenze trasversali sempre più richieste nel mercato del lavoro contemporaneo. I giovani hanno avuto l’opportunità concreta di salire sul palco di Stazione Radio per presentare le attività del centro culturale al pubblico, sperimentando in prima persona la responsabilità di essere il volto dell’organizzazione e acquisendo sicurezza, 27disinvoltura e capacità di adattamento alle reazioni del pubblico. Tre risorse hanno inoltre avuto l’opportunità di partecipare attivamente al lavoro di staff per la preparazione del palinsesto e la gestione operativa degli eventi, acquisendo competenze organizzative, di pianificazione strategica e di coordinamento che rappresentano un livello avanzato di responsabilità e autonomia professionale.

Formazione on the job: produzione artigianale di cibo

Un elemento distintivo del programma è stato il corso on the job di produzione artigianale di cibo, che ha coinvolto il 60% dei giovani impiegati nel progetto per l’intera durata della stagione. Affiancati da una professionista del settore, i partecipanti hanno appreso tecniche di preparazione di pasta fresca, ravioli e altri preparati artigianali, acquisendo competenze pratiche spendibili nel settore della ristorazione e della gastronomia. Questa formazione rappresenta un valore aggiunto significativo che combina sapere tradizionale e innovazione, permettendo ai giovani di sviluppare abilità manuali, creatività culinaria e comprensione dei processi di trasformazione alimentare secondo standard professionali.

L’esperienza lavorativa: volume complessivo e distribuzione

Il programma ha generato un volume complessivo di circa 1.000 ore di lavoro distribuite tra 15 giovani che hanno partecipato alle attività di Stazione Radio con intensità e durate diverse, rispondendo alle esigenze operative del centro e alle proprie disponibilità personali. I percorsi individuali hanno spaziato da 28esperienze brevi di poche settimane fino a collaborazioni continuative di sei mesi, permettendo a ciascun partecipante di costruire un’esperienza lavorativa calibrata sulle proprie necessità formative e personali. Le mansioni svolte hanno coperto diverse aree operative del centro: dall’accoglienza del pubblico alla gestione degli eventi, dalla somministrazione al bar al supporto tecnico per concerti e podcast, dalla manutenzione degli spazi alla promozione delle attività, dalla presentazione dal palco alla pianificazione del palinsesto, offrendo così una formazione trasversale che ha permesso ai giovani di esplorare molteplici aspetti della gestione di un centro culturale e di scoprire le proprie inclinazioni professionali.

Il ruolo dei giovani nei laboratori intergenerazionali

Un aspetto fondamentale del valore formativo dell’iniziativa risiede nel coinvolgimento attivo dei giovani nella realizzazione dei laboratori comunitari che hanno caratterizzato la programmazione di Stazione Radio durante la stagione 2025. I ragazzi e le ragazze hanno contribuito concretamente all’organizzazione e alla facilitazione di attività che hanno favorito l’incontro tra generazioni: dai cruciverba comunitari agli speed dating intergenerazionali, dai laboratori di botanica urbana alle ciclofficine, dalle clean up ambientali ai mercati popolari. In questi contesti, i giovani hanno sperimentato il duplice ruolo di facilitatori delle attività e di ponte generazionale, imparando a coordinare gruppi eterogenei per età e background, a gestire dinamiche relazionali complesse e a valorizzare i saperi dei senior presenti nei laboratori. Questa dimensione intergenerazionale ha rappresentato un elemento distintivo e altamente formativo del programma: i giovani hanno avuto modo di apprendere competenze artigianali e tradizionali dai partecipanti più anziani ai laboratori, mentre contemporaneamente offrivano supporto digitale, energia organizzativa e freschezza di approccio alle attività. Lo scambio reciproco di conoscenze tra giovani e senior ha arricchito il percorso formativo con quella dimensione di trasmissione dei saperi e di costruzione comunitaria che costituisce il cuore della missione di Stazione Radio, 29trasformando il lavoro dei giovani da semplice prestazione operativa a contributo sostanziale alla coesione sociale del territorio.

Impatto occupazionale: risultati concreti

I dati relativi all’impatto occupazionale del programma sono straordinariamente positivi e dimostrano l’efficacia dell’approccio formativo integrato adottato da Stazione Radio. Dei due giovani NEET che hanno partecipato al progetto, entrambi hanno successivamente trovato un’occupazione stabile: uno è stato assunto dalla stessa impresa sociale, confermando l’efficacia del percorso di crescita e integrazione nel team, mentre l’altro ha trovato occupazione presso un’altra impresa, dimostrando la spendibilità delle competenze acquisite anche in contesti diversi. Il 100% dei giovani NEET coinvolti ha dunque trovato un’occupazione, un risultato che testimonia come l’investimento in formazione certificata, accompagnamento personalizzato, acquisizione di competenze pratiche diversificate, sviluppo di soft skills e coinvolgimento in attività intergenerazionali produca effetti concreti e misurabili sull’occupabilità giovanile, trasformando il passaggio a Stazione Radio in un trampolino effettivo verso l’inserimento lavorativo duraturo.

Impatto sociale del programma

Il programma di job rotation di Stazione Radio dimostra come un’impresa sociale possa trasformarsi in un laboratorio concreto di inclusione lavorativa giovanile, offrendo non solo occupazione temporanea ma un’esperienza formativa strutturata che aumenta durevolmente l’occupabilità dei partecipanti. Per molti di questi ragazzi e ragazze, l’esperienza a Stazione Radio rappresenta il primo contatto con il mondo del lavoro regolare, l’acquisizione delle prime certificazioni professionali e lo sviluppo di soft skills fondamentali come il lavoro in team, la gestione del pubblico, la comunicazione efficace, il public speaking, la facilitazione di gruppi intergenerazionali, la puntualità, la responsabilità e la capacità di problem solving. Il modello adottato risponde concretamente alla sfida dell’inserimento lavorativo giovanile, particolarmente critica per la fascia NEET, dimostrando che investire nella formazione di qualità, nell’accompagnamento personalizzato, nell’offerta di esperienze diversificate e progressivamente più complesse, e nella dimensione intergenerazionale del lavoro produce risultati tangibili in termini di crescita personale, acquisizione di competenze tecniche e trasversali, costruzione di percorsi professionali sostenibili e sviluppo di quella sensibilità sociale che rende i giovani non solo lavoratori competenti ma cittadini attivi e consapevoli. Stazione Radio si conferma così non solo come spazio culturale e comunitario, ma come attore attivo nelle politiche del lavoro e nell’educazione alla cittadinanza economica, contribuendo a costruire opportunità concrete per le nuove generazioni del territorio e dimostrando che è possibile coniugare sostenibilità economica, missione sociale, valorizzazione del capitale umano e costruzione di ponti intergenerazionali in un modello replicabile e scalabile che genera valore per i giovani, per i senior, per l’organizzazione e per l’intera comunità, combattendo contemporaneamente l’isolamento degli anziani e la disoccupazione giovanile attraverso la creazione di spazi di incontro, scambio e reciproco arricchimento.

19) La costruzione della rete: quando il territorio diventa comunità di progetto

Nel gennaio-febbraio 2023, mentre l’area di Stazione Radio era ancora un cantiere aperto, l’impresa sociale ha promosso un’attività fondamentale per il futuro del progetto: la costruzione partecipata di un network territoriale che avrebbe trasformato Stazione Radio da spazio fisico in rigenerazione a vero e proprio nodo di connessione tra realtà sociali attive sulla Martesana. Due workshop di co-design, organizzati in collaborazione con il Consorzio Poliedra del Politecnico di Milano nell’ambito del progetto “Stazione Radio – Prima Fermata” cofinanziato da Fondazione di Comunità Milano, hanno segnato l’avvio della progettazione sociale del network: non più un’impresa che agisce isolatamente sul territorio, ma un soggetto che si mette in ascolto, si connette con chi già opera da anni nell’area e costruisce insieme una visione condivisa di futuro. Il primo incontro online del 31 gennaio ha rappresentato il momento della reciproca scoperta: Caritas Ambrosiana, Cooperativa ABCittà, Ecomuseo Martesana, FIAB Ciclobby, Milano Bicycle Coalition, Slow Food Condotta di Gorgonzola e Martesana, Ecomuseo Adda di Leonardo, Distretto di Economia Solidale della Brianza, Forum Terzo Settore dell’Adda Martesana, Cooperativa Aquilone, Legambiente, WWF Oasi Le Foppe e altre realtà si sono presentate reciprocamente, scoprendo spesso per la prima volta il lavoro parallelo che ciascuna stava conducendo. L’incontro ha fatto emergere le parole chiave comuni – biodiversità, mobilità sostenibile, reti, inclusione, bellezza, cittadinanza attiva, relazioni – che avrebbero costituito il vocabolario condiviso del network nascente. Il secondo workshop del 18 febbraio, tenutosi in presenza presso HUG Milano, ha segnato il passaggio dalla conoscenza reciproca alla co-progettazione attiva. Utilizzando la metodologia del World Café, i partecipanti si sono divisi in tre tavoli tematici – mobilità attiva e ambiente, inclusione e crescita della comunità, turismo e cultura – per rispondere insieme alla domanda centrale: “Come noi e le nostre organizzazioni possiamo rendere la Martesana più attrattiva, inclusiva e sostenibile e attivarci insieme per progettare e realizzare iniziative comuni?” Dai tavoli sono emerse proposte concrete di collaborazione che hanno iniziato a disegnare la mappa operativa del network: valorizzazione coordinata dei percorsi ciclabili con eventi condivisi, formazione di guide territoriali che conoscono la storia e l’ambiente della Martesana, organizzazione di festival e rassegne culturali che coinvolgono più realtà, creazione di circuiti di economia solidale che connettono produttori locali e turismo sostenibile, manutenzione partecipata degli spazi verdi lungo il Naviglio, interventi di cittadinanza attiva per la cura del territorio. Ma soprattutto è emerso che Stazione Radio poteva assumere un ruolo strategico come infrastruttura al servizio del network: uno spazio fisico dove le diverse realtà potevano incontrarsi, organizzare eventi comuni, formare i propri volontari; una piattaforma di comunicazione professionale (podcast, video, social media) che avrebbe amplificato la visibilità delle singole iniziative territoriali; una competenza progettuale che avrebbe supportato la ricerca di finanziamenti comuni; un brand riconoscibile che avrebbe dato identità unitaria a iniziative diverse. Il sopralluogo finale alla sede di Stazione Radio, ancora in fase di cantiere, ha permesso ai partecipanti di immaginare concretamente lo spazio che avrebbero condiviso: il giardino per eventi comuni, il palcoscenico per concerti e presentazioni, i laboratori per attività formative, la ciclofficina come servizio per tutta la rete di mobilità sostenibile, lo studio podcast dove raccontare le storie del territorio.

Dalla visione ai progetti: le prime collaborazioni del network

Questa attività ha rappresentato il momento fondativo del network territoriale e ha immediatamente generato collaborazioni concrete che hanno dato sostanza alla visione condivisa emersa nei workshop. La partnership con ABCittà ha prodotto uno dei primi frutti significativi: MUBIG – Museo di Greco, un museo di comunità partecipato che nasce dal basso nel quartiere Greco di Milano. Ispirato al modello del museo di Anacostia a Washington, MUBIG scardinava l’idea tradizionale di museo per diventare presidio sociale e culturale dove il patrimonio vale per il significato che gli viene assegnato dalla comunità stessa. Stazione Radio ha messo a disposizione le proprie competenze di produzione podcast realizzando, insieme ad anziani e giovani del quartiere Greco, una serie di audio-narrazioni che raccontavano la storia del quartiere attraverso le voci dirette dei suoi abitanti. Questo museo diffuso, sviluppato con il supporto anche della Pinacoteca di Brera, ha valorizzato la memoria collettiva attraverso la produzione dal basso di contenuti significativi, attivando le risorse del territorio e incoraggiando la costruzione di significati condivisi intorno ai luoghi e alle storie locali. Il progetto ha dimostrato concretamente come Stazione Radio potesse funzionare da amplificatore di iniziative territoriali, mettendo competenze professionali (produzione podcast, comunicazione) al servizio di processi partecipativi già in atto. 34\La collaborazione con Fondazione Caritas Ambrosiana si è sviluppata su più livelli, dalla produzione di podcast live sulla povertà energetica – tema cruciale per le fasce fragili della popolazione – fino alla co-progettazione di “Una Stazione, tante Radio”, progetto di inclusione attraverso la cultura promosso insieme ad ABCittà, DIESIS APS e una rete di sostenitori del territorio. Questo progetto, che prevedeva azioni di capacity building e la produzione collettiva di podcast ed eventi, mirava a coinvolgere attivamente nuovi pubblici nella creazione di prodotti culturali, con particolare attenzione alle fasce più fragili ed escluse dall’offerta culturale tradizionale: giovani nello spettro autistico, persone in condizione di povertà, studenti e NEET under-25, abitanti ed enti del territorio. L’iniziativa consolidava Stazione Radio come polo culturale inclusivo, multidisciplinare e phygital, capace di ibridare dimensione fisica e digitale per raggiungere pubblici diversi e abbattere barriere all’accesso culturale. Queste prime collaborazioni hanno tracciato un modello operativo che si sarebbe replicato e ampliato negli anni successivi: Stazione Radio non come protagonista solitario ma come facilitatore e connettore, soggetto che mette competenze tecniche, spazi fisici e visibilità comunicativa al servizio di processi partecipativi già attivi sul territorio o da attivare insieme ai partner. Il network immaginato nei workshop del 2023 si stava trasformando in un ecosistema operativo dove ciascuna realtà manteneva la propria identità e missione specifica, ma scopriva la forza della collaborazione, della visibilità condivisa, della progettazione integrata, dimostrando che la rigenerazione urbana e sociale non è opera di un singolo attore ma il risultato di una comunità che progetta insieme, che condivide visione, valori e metodo.

20) I podcast live: divulgazione partecipata su fragilità e inclusione sociale

I podcast live di Stazione Radio rappresentano uno spazio di approfondimento collettivo sui temi dell’inclusione sociale, delle fragilità contemporanee e delle risposte che territorio, istituzioni e terzo settore costruiscono insieme per contrastare marginalità ed esclusione. Registrati dal vivo davanti al pubblico nel giardino ferroviario o all’interno del vagone-studio, questi incontri trasformano questioni complesse come povertà, isolamento, disabilità, disoccupazione giovanile in occasioni di crescita e consapevolezza condivisa, dove la divulgazione non è trasmissione verticale di sapere ma costruzione dialogica di comprensione. Tra gli episodi più significativi della serie “La Cura”, l’incontro con Marco Girardo, direttore del quotidiano Avvenire, e i rappresentanti di Caritas Ambrosiana ha affrontato il tema drammatico della povertà energetica, fenomeno che colpisce fasce sempre più ampie della popolazione costrette a scegliere tra riscaldare la casa e acquistare cibo, tra pagare le bollette e curarsi. Il pubblico presente ha potuto ascoltare dati, testimonianze e proposte operative, intervenendo con domande che hanno arricchito la conversazione e reso evidente come questi temi attraversino trasversalmente le generazioni e le condizioni sociali. Questa modalità di produzione dal vivo risponde alla vocazione di Stazione Radio di essere spazio dove l’informazione di qualità su temi sociali diventa accessibile, comprensibile e condivisa, abbattendo la distanza tra chi studia i fenomeni e chi li vive quotidianamente, tra esperti e cittadini, tra generazioni diverse accomunate dalla necessità di comprendere le trasformazioni in atto per poter agire consapevolmente sul territorio.

POP – Podcast Pubblico

Podcast Pubblico è uno spazio di dialogo aperto dove le domande del pubblico diventano parte integrante della conversazione con ospiti e protagonisti del nostro tempo. Attraverso 12 episodi registrati dal vivo, la serie ha affrontato temi cruciali come politica, diritti, cultura, salute e società, configurandosi come un esperimento di partecipazione e approfondimento collettivo. Il format valorizza l’intelligenza del pubblico, trasformando gli ascoltatori in co-autori del dibattito e creando uno spazio democratico di comprensione condivisa del mondo che cambia. La dimensione live degli incontri ha rafforzato il senso di comunità e la possibilità di un confronto diretto, immediato e non mediato con personalità rilevanti del panorama culturale e sociale italiano.

Cose che accadono a Stazione Radio

Un podcast che esplora l’Italia che cambia attraverso 24 episodi dedicati a storie di persone, luoghi e idee che costruiscono comunità, memoria e futuro. Il viaggio narrativo attraversa il Paese dalle strade di Milano ai festival della Sardegna, dai movimenti civici alle sfide del lavoro e della comunicazione sociale, restituendo un ritratto vivo e plurale delle trasformazioni in atto. Ogni intervista diventa occasione per raccontare l’impegno quotidiano di chi opera sul territorio in ambiti come cultura, politica, ambiente e cittadinanza attiva, dando voce a esperienze spesso invisibili ai grandi media. La serie si configura come un archivio sonoro delle pratiche di cambiamento sociale e un ponte tra realtà diverse accomunate dalla volontà di costruire un Paese più giusto, inclusivo e sostenibile.

Fondato sulla sabbia

Dal libro di Anna Momigliano nasce un podcast in 4 episodi che racconta Israele oltre gli stereotipi, esplorando con giornalisti e studiosi la complessità di un Paese al centro del mondo. La serie indaga lingua, politica, diritti e contraddizioni di una società dove nulla è mai solido ma tutto è profondamente reale, offrendo strumenti di comprensione critica che vanno oltre le narrazioni semplificate. Il podcast si inserisce nell’impegno di Stazione Radio per un’informazione di qualità su temi internazionali complessi, contribuendo a formare un pubblico consapevole e capace di letture articolate dei conflitti contemporanei. L’approccio parte dal testo letterario per aprirsi al dibattito pubblico, dimostrando come la cultura possa essere chiave d’accesso privilegiata alla comprensione geopolitica.

Milano 2070

Un racconto di Milano attraverso i progetti e le idee che ne guidano la trasformazione, realizzato in collaborazione con MM Spa in 3 episodi che esplorano settant’anni di interventi urbani. Dalla metropolitana alla gestione dell’acqua, fino alle nuove sfide ambientali e urbane, il podcast documenta come le infrastrutture abbiano cambiato il volto della città e plasmato la vita quotidiana dei suoi abitanti. La serie rappresenta un esperimento di partnership tra cultura e istituzioni tecniche, dimostrando come la narrazione possa rendere accessibili e comprensibili progetti complessi di trasformazione urbana. Milano 2070 contribuisce alla costruzione di una cittadinanza consapevole del proprio territorio, della sua storia e delle sfide future, valorizzando la memoria collettiva come risorsa per immaginare la città di domani.

La cura

Un podcast che riflette sul significato contemporaneo della “cura” nelle sue molteplici dimensioni: delle persone, dell’ambiente, della comunità. Attraverso le voci di giornalisti, attivisti e amministratori, la serie esplora come solidarietà, sostenibilità e giustizia sociale possano trasformarsi da valori astratti in strumenti concreti di cambiamento sociale e territoriale. Il podcast indaga pratiche e politiche di cura che mettono al centro la dignità umana e la tutela dei beni comuni, offrendo esempi replicabili e stimolando riflessioni sul tipo di società che vogliamo costruire. La Cura si configura come uno spazio di pensiero critico e propositivo che connette teoria e prassi, dando voce a chi quotidianamente opera per un mondo più giusto e accogliente.

21) Concerti di Stazione Radio

I concerti rappresentano il cuore pulsante della programmazione culturale di Stazione Radio, con 80 eventi realizzati durante la stagione 2025 (aprile-ottobre) che hanno registrato una partecipazione media di 120 persone per appuntamento, per un totale di circa 9.600 presenze complessive. L’eterogeneità dei generi musicali proposti – dalla canzone italiana e milanese al rock, pop, blues, jazz e techno – ha permesso di avvicinare artisti e pubblici straordinariamente diversi per età, provenienza e background culturale, trasformando il centro in un crocevia musicale autentico dove le differenze generazionali e di gusto si incontrano e si contaminano. La programmazione articolata su fasce orarie sia diurne che serali risponde consapevolmente alle esigenze di pubblici diversi, permettendo agli anziani di partecipare agli eventi pomeridiani e ai più giovani di frequentare i concerti serali, moltiplicando così gli spazi di inclusione e garantendo che nessuno resti escluso per ragioni di mobilità, sicurezza o abitudini di vita. La scelta di offrire tutti i concerti gratuitamente, senza alcun obbligo di consumazione, abbatte ogni barriera economica all’accesso alla cultura musicale dal vivo, trasformando il centro in uno spazio democratico dove la fruizione artistica diventa diritto e non privilegio. Gli artisti che si esibiscono a Stazione Radio lo fanno su base volontaria come forma di supporto al progetto, condividendone i valori di inclusione, sostenibilità e costruzione di comunità, in uno scambio autentico che va oltre la logica commerciale del mercato musicale. In cambio della esibizione, Stazione Radio garantisce un servizio tecnico professionale completo che include fonico con mixer, impianti di amplificazione, luci, videoproiezioni e registrazione audio-video dell’esibizione, materiali che vengono poi editati e consegnati agli artisti come risorsa promozionale per la loro carriera, creando un ecosistema virtuoso dove cultura, mutualismo e solidarietà si intrecciano per valorizzare simultaneamente il talento artistico, l’accessibilità culturale e la partecipazione comunitaria.

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