Cultura gratuita, incontro intergenerazionale e opportunità di lavoro: il bilancio di un anno che ha trasformato l’area dell’ex sottostazione ferroviaria di Milano Centrale in uno spazio di comunità accessibile a tutti
Concerti, laboratori comunitari, podcast, percorsi di inclusione lavorativa: sette mesi di attività nel Giardino Ferroviario che hanno visto raddoppiare le presenze rispetto al 2024.

La seconda stagione di Stazione Radio si chiude confermando il radicamento del progetto nel quartiere e nella città. L’area, trasformata in centro culturale, ha visto crescere significativamente la partecipazione rispetto all’anno precedente, passando da 12.000 a oltre 20.000 presenze in sette mesi di programmazione. Un dato che racconta non solo numeri, ma una comunità che si ritrova, si confronta e costruisce legami intergenerazionali attraverso la cultura e la socialità.

La musica dal vivo è rimasta il cuore pulsante delle attività, con novanta concerti gratuiti che hanno attraversato generi e linguaggi diversi: dalla canzone italiana al jazz, dal blues alla techno.

Parallelamente ai concerti, la produzione di podcast ha consolidato Stazione Radio come spazio di riflessione e narrazione. Sessanta episodi distribuiti in cinque serie hanno esplorato temi che vanno dalla politica ai diritti, dalla trasformazione urbana alle storie di impegno civico in tutta Italia. “POP – Podcast Pubblico” ha portato il dialogo con ospiti e protagonisti del dibattito contemporaneo, mentre “Cose che Accadono a Stazione Radio” ha raccontato l’Italia che cambia attraverso le voci di chi opera sul territorio.
Tutti gli episodi dei podcast sono disponibili sul nostro sito

I laboratori comunitari hanno dimostrato come attività apparentemente semplici possano diventare strumenti potenti di aggregazione. I cruciverba comunitari, proposti sia individualmente che a squadre e talvolta su temi sociali come la cultura LGBT o il lavoro giovanile, hanno registrato la maggiore partecipazione. Il laboratorio di botanica urbana, guidato dall’educatore ambientale Gian Marco Mapelli, ha trasformato il Giardino Ferroviario in un punto di riferimento per la cultura botanica, creando una comunità di pratiche attorno alla cura del verde urbano con appuntamenti mensili da aprile a ottobre.

Lo speed dating comunitario ha reinterpretato in chiave sociale il format degli incontri veloci, aprendolo a persone di ogni orientamento, genere ed età. L’iniziativa ha favorito l’incontro tra giovani e anziani del quartiere, abbattendo barriere generazionali.

Il Mercato Popolare, alla sua prima edizione, ha accolto trentacinque espositori hobbisti che hanno presentato creazioni handmade: oggetti d’arredo, abiti vintage, prodotti artigianali. L’evento ha attirato circa mille visitatori di età trasversale, confermando la capacità del centro di valorizzare i talenti artigianali della comunità e offrire spazi di consumo consapevole.

Tra le altre iniziative che hanno caratterizzato la stagione: l’atelier di cucito e riuso tessile che ha coinvolto un gruppo di esperte senior nel trasmettere saperi artigianali alle nuove generazioni; il Book Knit Club dedicato a Jane Austen come spazio di lettura condivisa e conversazione letteraria; la ciclofficina con Massa Marmocchi durante il weekend tematico sulla bicicletta; i laboratori di scrittura creativa con Callipoem; la clean up sulla Martesana in collaborazione con Surf in Town per la cura degli spazi pubblici.



Le attività con i trike hanno rivelato le molteplici dimensioni della mobilità dolce come strumento di inclusione: dalle gite di team building per i neoassunti alle uscite sulla ciclabile della Martesana, fino alla collaborazione con l’associazione Diesis che ha permesso a persone neurodivergenti di sperimentare la bicicletta. Durante il Festival della Bicicletta, decine di persone hanno testato gratuitamente questi velocipedi speciali, pensati soprattutto per chi rinuncia alla bicicletta tradizionale per questioni di mobilità ridotta.



Il programma di formazione e inserimento lavorativo ha coinvolto dodici giovani, tra i quali NEET o studenti al primo impiego. Oltre alle certificazioni professionali obbligatorie – HACCP, antincendio, primo soccorso – i ragazzi hanno frequentato laboratori di comunicazione efficace e public speaking, arrivando a presentare le attività dal palco di Stazione Radio.

Alcuni hanno partecipato alla preparazione del palinsesto e alla gestione operativa degli eventi, mentre altri hanno seguito corsi on the job di produzione artigianale di cibo.
Tutte le attività – concerti, laboratori, podcast live – sono state offerte gratuitamente, senza obbligo di consumazione. La fascia d’età dei partecipanti attraversa le generazioni, dai cinque ai settant’anni, confermando la vocazione intergenerazionale che caratterizza il progetto fin dalla sua nascita.
Stazione Radio, gestita da Social Green Way Impresa Sociale, opera come Servizio Culturale di Interesse Pubblico. La crescita registrata tra la prima e la seconda stagione testimonia la capacità del modello di rispondere a un bisogno reale: quello di spazi comunitari aperti, accessibili e capaci di costruire ponti tra generazioni, combattendo insieme l’isolamento degli anziani e la disoccupazione giovanile attraverso la cultura, la socialità e il fare insieme.



