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Stazione Radio è on air

di Maurizio Guagnetti

È un amore nato a prima vista, anche se sono riuscito a vederla solo dopo un milione di volte che ci passavo davanti. Quella che oggi chiamiamo Stazione Radio per quarant’anni è stata la cabina elettrica che alimentava i treni in arrivo e in partenza dalla Stazione Centrale di Milano. La sua bellezza l’ho messa a fuoco cinque anni fa, dopo migliaia di chilometri su e giù per la penisola con il tandem di Radiobici. Se passi sulla ciclopista del naviglio Martesana è impossibile non notarla. Se mentre sei in treno alzi lo sguardo dallo smartphone per guardare fuori dal finestrino la troverai li a guardare a sua volta tutti i passeggeri che transitano in treno per Milano. È un’isola verde al centro di un quadrato delimitato da binari. Una bussola dalle cui finestre si possono osservare tutti i punti cardinali. 

Nel 2018, dopo gli anni passati in movimento con Radiobici, ho pensato fosse arrivato il tempo di stare un po’ più fermo e provare a condensare in uno spazio fisico tutte le idee e le esperienze raccolte grazie alle centinaia di incontri e interviste incentrati sulla sostenibilità. È bastato organizzare una visita nel giardino di Stazione Radio per convincere i sei amici con i quali ho fondato l’impresa sociale che si oggi occupa di portare avanti questo progetto. Sono state le piante e i suoni dei treni mescolati a quelli della natura a far capire a tutti che questo è il posto giusto per occuparsi di sostenibilità a Milano. Qualche mese prima di diventare Stazione Radio questo posto speciale è stato immortalato da Alice Rohrwacher nel suo film “Lazzaro Felice”. Una coincidenza che abbiamo scoperto solo molto tempo dopo. Una doppia coincidenza considerando che Lazzaro, il protagonista del film, passeggia sui binari di quello che oggi è il giardino di Stazione Radio facendo esattamente quello che è nel Dna della nostra podcast factory: raccontare la biodiversità, promuoverne la tutela a partire dal fazzoletto di terra che ci è stato affidato. 

Entro la fine dell’anno apriremo i cancelli di questo giardino per lasciare a tutti la possibilità di scoprire la ricchezza delle oltre sessanta specie di piante edibili che lo popolano, un meraviglioso microcosmo di biodiversità. Ma questo lo racconterà Daniela Ducato, presidente del nostro comitato etico dalla nascita della nostra impresa sociale e ora anche Presidente di Fondazione Territorio Italia e Presidente di WWF Italia. 

Stazione Radio sarà un luogo dove parlare di biodiversità, dell’urgente opportunità di passare da un’economia lineare a un’economia circolare e responsabile. Saremo uno spazio di confronto per le imprese che hanno scelto di farsi carico delle tematiche ESG. Un luogo dove studiare, lavorare, registrare podcast e partecipare. La nostra non sarà una radio, intesa come flusso di musica e parole. Lo sarà nel senso di comunità, di voce che si alimenta dei pensieri e delle idee di chi la frequenterà come luogo digitale e come luogo fisico. 

Nel mezzo del nostro giardino si trova un vagone recuperato grazie a Merci Italia Rail. Farà da palcoscenico e studio di registrazione anche per le iniziative culturali condivise con il Comune di Milano e il Municipio Due. Siamo nati per dare voce alla cultura ambientalista e alle persone impegnate per preservare la biodiversità che da quest’anno è entrata nella Costituzione del nostro Paese tra i principi fondamentali.

Per preparare Stazione Radio alla sua nuova destinazione sono servite quasi duemila giornate fatte di migliaia di telefonate, certificati, analisi e circa tremila ore mal contate di call con architetti, geologi, fabbri, funzionari pubblici, amministratori locali e chi più ne ha più ne metta. Ho scelto di prendermi cura di questa ex cabina elettrica anche per gratitudine nei confronti di una città che merita di essere curata, soprattutto negli angoli autentici che testimoniano la sua storia e custodiscono la sua bellezza.

Sarebbe un elenco infinto se mettessi in fila i nomi delle persone e delle istituzioni che hanno deciso di aderire al progetto. In prima fila ci sono le Ferrovie dello Stato e tutti i ferrovieri che hanno spinto sul giusto binario la nostra idea. Non saremmo qui oggi se non ci fosse stato il contributo di Fondazione di Comunità Milano che ci ha dato fiducia e ha finanziato la prima parte dei lavori di recupero della cabina. Grazie a loro potrete ascoltare anche i primi podcast che abbiamo realizzato in collaborazione con ABCittà per il progetto Mubig.

Un grazie va ai professionisti che ci stanno affiancando per portare avanti i lavori di rigenerazione e recupero dell’area. Incrociando tutte le dita di chi scrive e di chi legge, il nostro cancello potrebbe lasciare entrare tutti a partire dal prossimo autunno. Su queste pagine racconteremo anche i dettagli del progetto e terremo aggiornata la tabella di marcia.

Questo post che è l’inizio della storia di Stazione Radio.

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